L'obiettivo di questo studio era analizzare il ruolo delle immunoglobine E specifiche per alimenti contenenti arachidi e nocciole nella diagnostica dell'allergia a questi due alimenti e verificare i livelli di soglia al fine di rendere superflui alcuni test di provocazione.
Il polline di Lolium perenne presente nelle città inquinate presenta un'aumentata potenza allergenica ed è associato ad un aumento delle enterobatteriacee. Numerosi studi hanno dimostrato che l'inquinamento atmosferico peggiora l'asma e le sue esacerbazioni.
E’ risaputo che l'umidità degli ambienti domestici aumenta il rischio di crescite fungine negli stessi ambienti. Esiste peraltro una complessa interazione tra i comportamenti degli abitanti e l'ambiente stesso in cui abitano. Questa interazione condiziona le concentrazioni fungine indoor e la presenza delle diverse specie fungine, con conseguente aumento del rischio asma ed esacerbazione dei sintomi asmatici.
Al recente congresso della European Respiratory Society (ERS), tenutosi in Monaco di Baviera, dal 7 al 10 settembre u.s. alcuni ricercatori hanno comunicato i risultati di una loro indagine dalla quale risulterebbe che i neonati che dormono sulla pelliccia animale per i primi 3 mesi di vita potrebbero avere un rischio ridotto di sviluppare asma.
Si valuta che nell'Unione europea (UE), un numero che oscilla tra 44 e 76 milioni di individui soffrano di malattie allergiche delle vie respiratorie o dermatologiche. Si ritiene correntemente che circa il 90% di questi soggetti non siano non trattati o non sufficientemente trattati. Questa situazione di inadeguatezza terapeutica comporta importanti conseguenze socio-economiche, quali assenze dal lavoro (assenteismo) e ridotto rendimento lavorativo (presenzialismo).
Recenti studi suggerirebbero l’esistenza di un'associazione tra le latitudini più elevate, una correlata carenza di vitamina D e la presenza di malattie allergiche.